Probabilmente una delle prime cose che si notano in quelle persone non più giovani che cercano di sentirsi ancora nel fiore degli anni (con scarsissimi risultati), è il loro peculiare modo di esprimersi con un’accurata selezione di vocaboli del mesozoico.

Come anche, fa male al cuore di una qualsiasi persona legata alla sua cultura, sentire storpiare il suo dialetto con un accetto chiaramente non regionale.
Purtroppo queste terribili violenze espressive si perpetrano ancora oggi nei racconti di tutto il mondo, diciamo quindi basta all’inadeguatezza linguistica!

Come faccio far parlare adeguatamente un personaggio lontano dalla mia cultura?

linguisticaL’eterogeneità culturale è una risorsa fantastica per tutti gli scrittori del mondo e rende la narrazione dinamica anche perché permette il confronto tra punti di vista differenti, frutto di diversi percorsi di crescita.

La lingua è uno degli aspetti più complessi da gestire in quanto non è arbitraria come l’aspetto che vogliamo dare al nostro personaggio, ma deve essere frutto di uno studio accurato.

Anche facendo parlare i nostri protagonisti in italiano troveremo delle differenze per quanto riguarda: età, provenienza ed estrazione sociale.

Confrontare diverse espressioni linguistiche nella propria lingua madre è più semplice perché si possono studiare più da vicino, anche per conoscenza diretta.

La nonna del mio protagonista si esprime con qualche parola in dialetto? Vuol dire che è il momento di parlare con un nostro conoscente che sappia ispirarci a dovere. Tutte le espressioni meno intelligibili saranno poi spiegate nel corso della narrazione, magari facendole tradurre dal protagonista stesso nella battuta successiva.

E se non è la mia lingua madre?

Per rendere appieno l’espressività di un personaggio che proviene o vive in un paese straniero, la soluzione che a mio parere è la più efficace è viaggiare.

Viaggiare è un ottimo modo per raccogliere l’ispirazione direttamente dall’ambiente in cui il nostro personaggio vive e si muove e come il protagonista potrebbe reagire a tali situazioni, tanto diverse da quelle a cui è abituato.

Ovviamente però non tutti hanno la possibilità di compiere viaggi anche molto lunghi per piacere. In questo caso Internet ci viene in soccorso.

Abbiamo accesso a centinaia di video, anche amatoriali, che ci permettono di avere scorci dei luoghi che stuzzicano la nostra fantasia senza la patina plastificata degli spot per la promozione turistica.

Ovviamente usare Google Translate non è mai un’ottima soluzione se cerchiamo di tradurre delle intere frasi. Potete averne la riprova provando a tradurre dall’inglese all’italiano alcune semplici frasi.

Anche in questo caso possiamo contare sul Web grazie ai tanti forum di discussione in cui potete chiedere l’aiuto di altre persone che abitano nel paese che vi interessa.

Anche i traduttori sono risorse preziose quando si tratta di dare dei tocchi esotici alle nostre storie, con il loro consulto potrete avere il punto di vista di una persona che conosce entrambe le culture interessate e saprà darvi un aiuto pratico.

Voi che ne pensate? Come risolvete il gap culturale con i vostri personaggi d’oltremare?

 

 

Arianna è nata in provincia di Rovereto, ha frequentato lì la scuola fino alle superiori, quando lei e la sua famiglia si sono trasferiti in Veneto a causa del lavoro del padre, un militare. Arianna ha sempre avuto la passione per la letteratura di tutti i tipi e l’arte classica la affascina. Studiando all’università ha avuto modo di approfondire la conoscenza del mondo della cultura classica italiano e mitteleuropea.