Ho creato il mondo di Fortier prima ancora di aver concluso una delle sue storie. Ne ho creati quattro di racconti ambientati nel solo continente di Thymos, più degli spin-off. Nessuna conclusa naturalmente. Però sono arrivata a determinare ogni fiume, ogni lago ed ogni picco della sua geografia. Ho più conoscenze del singolo continente che dei suoi personaggi.

Perchè l’ossessione per le mappe?

Disegnatori di mappeL’origine mitologica del continente di Thymos deriva dalla caduta dal cielo di una stella dalle fattezze di una donna chiamata Shama, che si è incastrata nell’oceano ed il suo corpo si è trasformato in terra fertile.

Avevo così bisogno che il territorio ricordasse la sagoma di una donna caduta: ho una preparazione artistica, per cui delinearne la forma dove far muovere i personaggi non è stato eccessivamente complicato.

Il mappare fisicamente il continente, le città ed il territorio in cui far muovere i miei personaggi mi ha dato un senso di creazione. Più mettevo su carta gli elementi, maggiore era la percezione che fossero reali.

Una bella teoria questa, ma pretenderebbe che chi sa scrivere fantasy sappia anche disegnare: per avere una simile sensazione di realizzazione concreta del mondo basta mettere per iscritto gli appunti e rimanere coerenti in merito a distanze e paesaggi. Di Thymos ho un documento scritto di cinque facciate con i dettagli non solo geografici, ma anche sociali, politici, militari…

Sistemi magici, religiosi, sociali e politi.

Affronterò il discorso della magia in Fortier in altri post. La cosa importante da sapere è che fa parte integrante della vita di tutti gli abitanti: indipendentemente dal ceto sociale e la cultura tutti possono accedere a delle capacità basilari.

Lo sviluppo e la pratica della magia invece, è sotto lo stretto controllo della religione che venera la dea suprema Shama. In Thymos non ci sono altre forme di religione: nei millenni si erano create adorazioni verso degli uomini che avevano ottenuto eccellenze nel campo della magia ed erano stati elevati al titolo di Semidei (quindi inferiori a Shama), ma nel momento in cui la loro venerazione era diventata una minaccia fu repressa.

Gli stati non sono particolarmente grandi, possono corrispondere a delle nostre città oppure alle nostre regioni: con qualche eccezione a sistema elettorale, per la maggior parte sono governate da Signori di famiglie nobili. Nessuna delle regioni-stato è una monarchia assoluta, i Signori hanno sotto di sé dei Funzionari eletti.

Utilizzo questi appunti per mantenere la coerenza all’interno della trama, anche tra le varie storie che sono indipendenti l’una dall’altra: i personaggi non possono sviluppare improvvisamente nuove abilità, nuove credenze o infrangere regole del sistema che ho creato.

E non mi piace l’idea di dover ricorrere ad un “Deus ex machina”: a motivare i personaggi è giusto che siano i valori di quel mondo.
Forse ho creato fin troppi dettagli nei racconti ambientati a Thymos e forse mi sono imposta un po’ troppe regole: certo è che si debba dare importanza alla coerenza in senso generale.

Voi riuscite ad essere più severi di me nelle regole? Su quale aspetto vi imponente? Vi siete creati la vostra mappa fantasy?