Diciamocelo onestamente, quanti di noi vorrebbero essere bilingui? Incontro molti che considerano il bilinguismo quasi come un super potere!
Eppure viviamo in un mondo globalizzato, dove conoscere almeno una lingua straniera è un requisito quasi fondamentale per avere accesso alla maggior parte delle informazioni.
Inoltre ci sono svariati progetti che permettono di avere scambi interculturali, come Erasmus e Intercultura che danno la possibilità di vivere esperienze uniche e segnanti.

Molto spesso si trova anche l’anima gemella in questi viaggi, creando una meravigliosa unione tra culture e mondi differenti, non a caso il numero di bambini bilingui è aumentato nell’ultimo decennio, grazie anche a questo tipo di progetti.

Perché quindi non sperimentiamo e integriamo un personaggio bilingue nelle nostre storie?

Innanzitutto vorrei dire che nel panorama di scrittura attuale si tende a cadere nel clichè del “oh, a volte parlo in un’altra lingua e non me ne accorgo”.

Un esempio?
A:”Ciao B!”
B:”Hola amigo, ¿Què tal?”
A:”Cosa?”
B:”Ops, a volte non mi accorgo di parlare in spagnolo!”

Decisamente piatto e abbastanza prevedibile direi.

La verità è che la mente di un bilingue o trilingue è molto più complessa, dato che non solo hanno due set di vocaboli, ma anche di strutture linguistiche che a volte sono molto diversi.

Per aggirare questo clichè il web offre la possibilità parlate con un amici di penna (ci sono dei portali che permettono di mettersi in contatto con un madrelingua per migliorare reciprocamente le lingue che si apprendono, ad esemipio penpal-gate.net), o con studenti e studentesse in Erasmus nella vostra città!
Così potete avere un concreto contatto con le lingue straniere prenderete due piccioni con una fava!

Parlando con un bilingue noterete che gli episodi di “cambio involontario di lingua”, sono molto meno frequenti di quello che ci si può aspettare, ci sono molti altri segnali che rendono il loro modo di esprimersi assolutamente affascinante e stimolante dal punto di vista della scrittura.

Ad esempio: le parolacce, ho notato che una mia amica italo-messicana tende a mischiare gli insulti nelle due lingue quando è arrabbiata o sovrappensiero. Sono vocaboli facili da trovare e da integrare nel racconto. Personalmente posso dire che solo quado si è sovrappensiero (ma qui dipende anche dalla lingua impostata in quel momento per i pensieri e quella dell’ambiente in cui ci si trova) oppure in stato alterato, tipo l’arrabbiatura, le parole escono involontarie.

O ancora i modi di dire, una mia amica tedesca che stava studiando l’italiano ha tradotto parola per parola un modo di dire “essere presi in giro” tedesco che in italiano risultava con “Mi stai legando a un orso!”. Nel videogioco Skyrim è stata tradotta letteralmente una frase che viene pronunciata dalle guardie della citta: “anch’io un tempo ero un avventuriero, ma poi mi sono buscato una freccia nel ginocchio“: questo è un antico detto nordico che indica di come l’uomo si sia fermato perchè si è sposato. O ancora è memorabile l’espressione inglese di “Stanno piovendo gatti e cani”, che in italiano è “pioggia a catinelle”.

dizionarioMa soprattutto, nulla è più autentico dello sguardo di panico e sconforto completo che attanaglia il parlante quando si dimentica una parola nella sua prima lingua e la ricorda solo quella acquisita.
Non dimenticherò mai lo sguardo di Alexandra, quando le feci notare che stava contando a voce alta in italiano e non in serbo.

Quindi, prima di scrivere un personaggio bilingue, assicuratevi di avere delle conoscenze base della culture che in qualche modo state rappresentando, e se possibile, cercate di conoscere in prima persona degli esponenti della stessa, e vi assicuro che il lettore apprezzerà moltissimo! Infatti ci sono espressioni e atteggiamenti che non verranno mai usati da culture diverse, per una questione di educazione. Ad esempio un britannico sarà estremamente difficile che invochi dio, ad esempio userà sempre Gosh, ed anche in italiano la tendenza sarà evitare riferimenti diretti.

Quindi gettatevi a braccia aperte verso la sperimentazione e la creatività, e non smettete mai di essere curiosi ed imparare!