Come sapete amo indugiare su vari social quando mi prendo una pausa dal mio lavoro, e devo proprio ammetterlo, si incappa spesso in vere e proprie atrocità grammaticali.

Un raro disturbo che colpisce la maggior parte delle mie coetanee sul web è l’uso indiscriminato ed immotivato dei puntini di sospensione.
In questo breve articolo intendo cercare di essere la cura per i vostri dubbi riguardo all’uso di questa forma di punteggiatura, sia esso per scopi di natura sociale che per l’uso nei vostri racconti e romanzi.

Prima di tutto chiariamo una cosa: i punti di sospensione indicano un’ellissi nel contenuto che vogliamo riportare.

Ellissi materiale:

In questo caso la frase o il discorso che stiamo riportando ha alcune parti mancanti o illeggibili che possono essere segnalate ai tre puntini di sospensione, siano racchiusi dentro a delle parentesi quadre.

Esempio:
La frase sbiadita sull’antico baule recitava: «Per la mia adorata Gr[…]a, una […] e spec[…]ale»

Ellissi mentale:

Arrivano qui le note dolenti. L’uso dei puntini di sospensione dovrebbe essere guidato da una semplice domanda: il parlante sa come finire la frase che sta pronunciando oppure no?
Fate attenzione: i punti di sospensione non dovrebbero indicare un’interruzione improvvisa della frase o del discorso, perché assolve a questa funzione un semplice trattino -.

Esempio di frase interrotta:
«Tu non meriti di stare con lui, razza di -» Ma non poté finire la frase perché un sonoro schiaffo la interruppe.

I puntini di sospensione comunicano invece dubbio, incertezza, sospensione, appunto, sul come proseguire la frase.
Esempio:
«Sai Sara, ho sempre pensato che io e te… insomma… potremmo…»
In questo caso è evidente che il parlante sappia perfettamente quello che prova ma non riesce ad esprimerlo in maniera fluente e continuativa.

Anche per indicare un silenzio ricco di significato si possono usare i punti di sospensione, ma sempre con l’accortezza di utilizzarli con moderazione.

I puntini di sospensione sono estremamente utili per una narrazione che renda immediata l’immagine che noi abbiamo in mente al nostro potenziale lettore. Quindi sì ai punti di sospensione, ma con moderazione!

 

Arianna è nata in provincia di Rovereto, ha frequentato lì la scuola fino alle superiori, quando lei e la sua famiglia si sono trasferiti in Veneto a causa del lavoro del padre, un militare. Arianna ha sempre avuto la passione per la letteratura di tutti i tipi e l’arte classica la affascina. Studiando all’università ha avuto modo di approfondire la conoscenza del mondo della cultura classica italiano e mitteleuropea.