Come impaginare correttamente un libro

Cosa facciamo ogni volta che andiamo in libreria per scegliere un libro? Prima guardiamo la copertina, poi leggiamo la quarta di copertina ed infine, per ultima, controlliamo l’impaginazione.

Perché è così importante organizzare correttamente il testo? 

Soprattutto per i romanzi, l’aspetto del testo scritto è fondamentale: deve essere ordinato e chiaro, oltre che facilmente consultabile.
Un testo impaginato correttamente è un elemento chiave per convincere un editore o anche un futuro lettore, se decidete di stamparlo in modo indipendente.

Quali sono le regole per l’impaginazione perfetta?

Non ci sono molte regole per quanto riguarda l’impaginazione, ma se esse non vengono rispettate, salta subito all’occhio, soprattutto ai lettori più esperti.

1. Le prime pagine vanno sempre a destra
macchina da scrivereInnanzitutto partiamo con il distinguere le prime pagine dal frontespizio e dalle pagine dei nuovi capitoli.
Le prime pagine sono le prime pagine di testo che iniziano il libro o parti separate di esso.
Ad esempio se il nostro libro sarà diviso in tre macro parti (es. Infanzia, età adulta e senescenza), la prima pagina che indicherà l’inizio delle stesse dovrà sempre trovarsi sulla pagina di destra, per dare maggiore rilievo al cambiamento.
Anche il frontespizio dovrà sempre essere a destra, ma sarà preceduto e seguito dai cosiddetti “fogli di guardia”, ovvero le pagine bianche che in passato avevano la funzione di proteggere il testo, ma che ora sono rimaste solo come convenzione.
Dopo che il libro è stato “aperto” dalle prime pagine, i capitoli possono iniziare indipendentemente sulla pagina di destra o di sinistra, l’importante è fare attenzione ai mozzini, di cui parleremo più avanti.

2. Occhio ai margini
A differenza di come si potrebbe pensare, il testo di un libro non dovrebbe essere posizionato esattamente al centro della pagina, ma essere leggermente decentrata verso destra per le pagine dispari e a sinistra in quelle pari.
Questo per esigenze di rilegatura: la legatura dei fogli occupa un piccolo spazio e non permette un’apertura totale delle pagine, togliendo così spazio al magine interno.
La differenza è di pochi millimetri, ma visivamente gioca un ruolo molto importante per il lettore.
Allo stesso modo il margine superiore dovrebbe apparire leggermente più piccolo rispetto a quello inferiore, ma anche qui dipende sempre dal tipo di pubblicazione e dalle scelte editoriali che si decide di fare.
Il testo va pensato come ad un peso: c’è la percezione che cada verso il basso, per cui mettere un margine maggiore nella parte inferiore dà un senso di miglior sostegno.

Ad ogni modo se si decide di collocare il testo al centro il risultato finale sarà comunque piacevole.

3. I numeri delle pagine e la font
letrasetPer avere un libro facilmente consultabile è buona norma collocare il numero delle pagine dispari sulla destra, e di conseguenza sulla sinistra per quelle pari. Se il numero venisse collocato al centro l’utente dovrebbe aprire completamente il libro ogni volta, rallentando la consultazione.
Il numero delle pagine poi non dovrebbe mai essere decorato o in neretto, in quanto si tratta solo di un’informazione che viene fornita e non necessita di essere abbellita.
La font poi è fondamentale: per i romanzi sarà necessario applicare un carattere con “grazie”, ovvero con rifiniture che a livello visivo “legano” le lettere tra loro. Ma anche qui si possono scegliere dei caratteri a “bastoncino” se il tipo di pubblicazione lo richiede.
Anche la dimensione del corpo del testo dovrà essere adeguata alla dimensione della pagina, né troppo grande, né troppo piccolo in quanto un testo troppo denso potrebbe scoraggiare la lettura.
Quando studiavo grafica la regola era una dimensione non più piccola di 7, la misura che, per chi è anziano come me, veniva usato nelle Pagine Gialle.

Ad ogni modo la font dovrà avere la spaziatura e l’interlinea corrispondente in modo da rendere il tutto armonioso e godibile.

4. Niente orfani, vedove o mozzini
No, non stiamo parlando di direttive governative, ma di termini specifici che identificano diverse tipologie di orrori grafici da evitare ad ogni costo quando si guarda alle righe di un testo.
– Le righe vedove sono quelle che concludono un paragrafo ma si trovano ad inizio pagina, senza quindi tutto il testo che le precede. Se mantenute creerebbero disarmonia, dato che apparirebbe una sorta di “scalino” grafico rispetto alla pagina affianco.
– Le righe orfane al contrario sono le prime righe di un paragrafo che però sono collocate a fine pagina, con il corpo del testo che segue a pagina nuova.
In questo caso sarà consigliabile spostare il tutto in testa alla pagina successiva.
– I mozzini, annunciati in precedenza, sono invece l’incubo di ogni revisore di bozze: sono le sillabe che a fine periodo vanno a collocarsi in una nuova riga. Ovviamente il mozzino è estremamente antiestetico e sarà quindi cura del revisore cercare di cambiare le parole precedenti per evitare che appaia tale bruttura in un libro.

Voi avete mai posto attenzione all’impaginazione di un libro quando l’avete scelto? O avete avuto difficoltà ad impaginare il vostro testo?